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Fotografia: Atín Aya

Oggi parliamo ancora di fotografia, questa volta del fotografo sivigliano Atín Aya e delle sue immagini profonde, la sua squisita e naturale composizione e la sua tecnica perfetta.

Atín Aya
©Atín Aya


Atín Aya è nato a Siviglia (Spagna) nel 1955, ed è morto nella stessa città il 16 dicembre 2007. Con la sua macchina fotografica ha ritratto senza distinzione lavoratori e pigri, banditi e nobili, artisti, artigiani, "gente importante" e persone anonime.

Studiò Scienze Sociali all'università di Navarra e dopo Psicologia all'Università di Granada. Soltanto nel 1981 cominciò a studiare fotogradia al Photocentro di Madrid.
Cominciò a lavorare per l'agenzia Cover, nel laboratorio e all'archivio. Jordi Socias, co-cofondatore dell'agenzia, è stato il suo mentore. Nel 1982 tornò a Siviglia per lavorare come fotoreporter e ritrattista, ma piano piano si allontanò dal fotogiornalismo per dedicarsi in pieno alla sua opera personale. Ma dalla sua esperienza come reporter gli è rimasto l'istinto di cacciatore alla ricerca della preda, un senso dell'opportunità che non l'avrebbe mai abbandonato.

Lasciando il fotogiornalismo dimostrò anche la sua capacità per comporre con pazienza le sue immagini, dove ogni elemento è accuratamente disposto, anche il meno importante. Il suo modo di comporre, quasi come un pittore, catturava istantanee quotidiane, giochi, luce ed ombre, paessaggi, e sopra ogni altra cosa, persone. Personaggi che compaiono in possa con una naturalezza estrema. 

Atín Aya
©Atín Aya

Atín Aya
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Atín Aya
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Atín Aya
©Atín Aya

Atín Aya
©Atín Aya

Tra le sue esposizioni citiamo quella della  Soho Photo Gallery di New York e il Conde Duque deiMadrid (nel marco di PHotoEspaña 2000). Nel 1990 ricevette il Primo Premio FotoPres nella sezione Cultura e Spettacoli. La sua opera fa parte di collezioni permanenti di musei e altri istituzioni di rilievo.
La sua opera postuma, Paisanos, è stata pubblicata nel 2010 e raccoglie ritratti realizzati in 20 anni. Il suo progetto più conosciuto, Marismas del Guadalquivir, riflette le condizioni di vita dei marismeños e la sua fotografia è servita di ispirazione per il recente film La isla mínima.


Atín Aya
©Atín Aya

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Atín Aya
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Potete conoscere di più sul suo lavoro nella sua pagina web

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